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Informazioni Generali sull’osteopatia di Paget

Cos’è l’Osteopatia di Paget?
La malattia ossea di Paget è una patologia cronica dello scheletro, che tipicamente si manifesta come un ingrandimento e una deformazione in uno o più distretti ossei. Nell’osteopatia di Paget, le due linee cellulari ossee, gli Osteoclasti (deputati al riassorbimento osseo) e gli Osteoblasti (responsabili della formazione ossea) non interagiscono in modo equilibrato. Quando questo avviene, l’alterato ciclo di riassorbimento e neoformazione ossea produce un osso fragile. Come risultato possono verificarsi artrosi, fratture, dolore osseo e deformità.

Quali sono le cause dell’osteopatia di Paget?
Le cause di questa malattia non sono ancora del tutto conosciute. La sua eziopatogenesi potrebbe essere legata, almeno in parte, a fattori infettivi. Le ricerche suggeriscono che l’osteopatia di Paget potrebbe essere causata da un infezione virale da Paramyxovirus (ad es. virus del morbillo), una condizione che è presente per molti anni anche asintomatica. E’ stato inoltre messo in evidenza anche un fattore ereditario, dato che in alcuni casi la malattia è presente in uno o più membri della stessa famiglia. Recentemente è stata descritta una possibile relazione tra una mutazione a livello del cromosoma 5 (gene del sequestosoma, SQSTM1) e malattia ossea di Paget. I meccanismi attraverso cui questo fattore determina la malattia e la possibile associazione con l’infezione virale sono ancora sotto studio. E’ possibile, comunque, che la malattia insorga in seguito a cause infettive, in soggetti geneticamente predisposti.

Quali gruppi di persone sono soggette alla malattia ossea di Paget e quanto comunemente si presenta?
Questa malattia è raramente diagnosticata nelle persone sotto i 40 anni. La prevalenza varia dal 1% all’8% delle persone adulte e dipende dall’età, e dall’area di provenienza. Esistono infatti zone (Fig. 1- 2 ) ad elevata incidenza di malattia ossea di Paget . La frequenza dei casi familiari varia dal 10% al 40% a seconda dei vari studi. Sia gli uomini che le donne possono essere colpiti dalla malattia, anche se una leggera prevalenza è stata descritta nel sesso maschile.

I fratelli e i figli dei pazienti affetti dalla Malattia ossea di Paget dovrebbero richiedere ai loro medici qualche tests diagnostico specifico?
E' stato calcolato che il rischio di malattia nei parenti di primo grado di soggetti affetti da osteopatia di Paget è sette volte maggiore rispetto ai soggetti che non manifestano familiarità per tale patologia. Pertanto, dopo i 40 anni, sia i fratelli che i figli dei soggetti affetti dalla malattia ossea di Paget dovrebbero essere sottoposti ad un dosaggio sierico della fosfatasi alcalina ogni 2/3 anni (anche in assenza di sintomatologia specifica). Se i livelli di fosfatasi alcalina risultano al di sopra del range di normalità, variabile in base al test usato in laboratorio e non c’è segno di epatopatia, dovrebbe essere effettuato un esame scintigrafico (Fig. 3- 4 ), nel sospetto di osteopatia di Paget. Se la scintigrafia risulta positiva deve essere eseguito un radiogramma mirato ( Fig. 9) dell’area o delle aree ad elevata captazione per confermare la diagnosi.

Quali sono i sintomi?
In molti casi la malattia si presente asintomatica, altrimenti si manifesta con:

  • Dolore osseo. Questo è un sintomo comune che può presentarsi in ogni distretto scheletrico affetto dalla malattia di Paget. Il dolore in alcuni casi può essere avvertito a livello delle articolazioni vicine al distretto osseo colpito.
  • Cefalea. Si può verificare qualora la malattia di Paget interessi le ossa del cranio.
  • Dolori alla schiena e alle gambe. Questi problemi possono verificarsi quando la malattia ossea di Paget interessa la colonna vertebrale.
  • Sordità. Si può verificare quando la malattia ossea interessa l’orecchio interno a causa del coinvolgimento delle ossa del cranio.
  • Deformità ossea. Le deformità osse ( Fig. 6 ), come un aumento della circonferenza del cranio, una deformazione degli arti o una curvatura del rachide, sono causate da un ingrandimento e/o indebolimento delle ossa affette e insorgono tipicamente allo stadio avanzato della malattia.
  • Fratture. Le ossa indebolite dalla malattia di Paget possono fratturarsi più facilmente delle ossa di soggetti normali ( Fig. 7 ).
  • Artrosi. Questa è una condizione che porta a dolore articolare a causa di un danno della cartilagine delle articolazioni in prossimità dei distretti ossei colpiti.

Tutti i soggetti affetti dall’osteopatia di Paget sono al corrente della loro malattia?
No. Molti pazienti che sono colpiti dall’osteopatia di Paget non sanno di essere affetti fin tanto che la malattia è in forma lieve, tanto da non essere diagnosticata. In alcuni casi i sintomi dei pazienti vengono confusi con l’artrosi o altre patologie scheletriche comuni dell’età senile. La diagnosi viene quindi fatta solo dopo che si sono presentate le complicazioni.

Quali ossa possono essere affette dalla malattia di Paget?
Qualsiasi osso può essere colpito dall’osteopatia di Paget ( Fig. 5 ). Questa malattia interessa più frequentemente la colonna vertebrale, il cranio, la pelvi e le ossa degli arti inferiori, quali il femore e la tibia. Alcuni pazienti possono avere un solo distretto osseo coinvolto (malattia di Paget monostotica), mentre altri possono essere colpiti a livello di più distretti (malattia di Paget poliostotica). Le forme monostotiche sono frequentemente asintomatiche.

Com’è diagnosticato normalmente il morbo di Paget?
Le ossa affette dalla malattia si presentano in modo diverso dalle ossa normali all’esame radiografico. Possono infatti essere deformate ed ingrandite di volume. Talvolta il medico si pone il sospetto di osteopatia di Paget quando i livelli sierici di fosfatasi alcalina risultano elevati. Nella maggior parte dei casi, è necessario comunque eseguire indagini strumentali più specifiche quali la scintigrafia ossea. Solo in circostanze estreme è necessario il ricorso alla biopsia ossea che dimostra la presenza del cosidetto aspetto “a mosaico” o "a fibre intrecciate" ( Fig. 8 ).

Cos’è la fosfatasi alcalina sierica (ALP) e cosa significa se i suoi livelli sono più alti della norma?
La fosfatasi alcalina sierica è un enzima prodotto dalle cellule ossee chiamate osteoblasti. In presenza della malattia ossea di Paget vi è una iperproduzione di fosfatasi alcalina. Un elevato livello di fosfatasi alcalina indica un’anormale attività cellulare dell’osso ed una condizione ad elevato rimodellamento scheletrico che può indicare la presenza della malattia di Paget. Inoltre il dosaggio dei livelli di fosfatasi alcalina può essere sfruttato anche per il monitoraggio della terapia sui pazienti. Se in corso di terapia si verifica una riduzione dei livelli sierici di fosfatasi alcalina totale in modo significativo, questo indica che la terapia utilizzata è efficace.

Perché in molti casi è suggerita un’analisi scintigrafica?
La scintigrafia viene utilizzata per determinare l’estensione e l’attività della malattia. Questo tipo di analisi comporta una minore esposizione alle radiazioni rispetto ai raggi-x ed è più sensibile nella determinazione delle aree dell’osso colpite dalla malattia ossea di Paget. Nell’analisi scintigrafica, un mezzo di contrasto radioattivo specifico per il tessuto osseo viene iniettato e circola nel sangue, permettendo di localizzare le aree scheletriche colpite dalla malattia. La scintigrafia ossea non è comunque un esame che consente di confermare la diagnosi di malattia ossea di Paget, in quanto non è in grado di stabilire la causa delle aree di elevata captazione del tracciante, ma solo di localizzarle. Pertanto, se la scintigrafia mette in evidenza aree di ipercaptazione del mezzo di contrasto, l’osso o le ossa ipercaptanti dovrebbero essere studiate mediante un esame radiologico mirato per confermare il sospetto diagnostico.

Quali sono le complicanze della malattia ossea di Paget?
La malattia ossea di Paget conferisce un maggior rischio di osteoartrosi e di frattura (soprattutto in prossimità dei distretti e delle articolazioni interessate dalla malattia), e, in caso di coinvolgimento delle ossa del cranio, una elevata incidenza di disturbi dell’udito o complicanze neurologiche (paralisi di nervi cranici). Alcuni studi avrebbero inoltre indicato una associazione della malattia con disturbi cardiovascolari quali lo scompenso cardiaco ad alta portata e presenza di calcificazioni vascolari o delle valvole cardiache. Una complicanza rara ma temibile della osteodistrofia di Paget è la degenerazione neoplastica in osteosarcoma, che si registra in una percentuale inferiore all’1% in tutti i pazienti affetti. Quando un paziente avverte un dolore grave ed inaspettato od un aggravemento di un dolore iniziale che non è legato ad una frattura, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità che si tratti di un sarcoma, anche se in alcune circostanze tale evenienza non è associata a sintomatologia dolorosa ingravescente. In casi ancora più rari vi può essere la comparsa di tumori gigantocellulari, generalmente benigni, ma associati ad elevata invasività locale.

Qual’è la prognosi per i pazienti affetti dall’osteopatia di Paget?
Il decorso della malattia ossea di Paget varia notevolmente alternando periodi di stabilità a periodi di rapida progressione. In generale, i sintomi progrediscono lentamente a livello delle ossa interessate, e normalmente non c’è diffusione alle ossa non colpite. La prognosi per i pazienti affetti è generalmente buona, particolarmente se il trattamento è somministrato prima del verificarsi delle complicanze. Il trattamento permette di tenere sotto controllo la malattia e di ridurne i sintomi, e di rallentare (o forse bloccare) l’insorgenza delle complicanze ma non è una cura definitiva. La malattia ossea di Paget raramente risulta fatale, tranne nel caso di degenerazione sarcomatosa.

 

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  07/05/2015
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L’Associazione Italiana Malati di Osteodistrofia di Paget (AIP) istituisce 1 Premio di Ricerca per ricerche sperimentali svolte presso strutture universitaria od ospedaliere con particolare riferimento alla Malattia ossea di Paget.

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